Teglio – La filiera del grano saraceno

Teglio è comunemente riconosciuta come la capitale

italiana del grano saraceno e del suo derivato più noto: i pizzoccheri.

Coltivato da secoli in quest’area, da sempre gli abitanti della Valtellina

combattono il suo più grade nemico, il grano siberiano, che, molto

simile nell’aspetto e più resistente, veniva spesso confuso con

l’autoctona semente. E’ stupefacente l’impatto visivo dei campi

in fiore prima della raccolta: eh sì, perché il grano saraceno non

è come ci si aspetterebbe una pianta di grano. Il “grano” saraceno

è un piccolo seme contenuto in un delicato fiore bianco…molto

diverso dalla classica spiga di grano!!! Ed è dalla macinatura di

questo semino che prende vita il prodotto più emblematico della

Valtellina: i pizzoccheri. Questi ultimi vantano una storia

altrettanto antica: già Ortensio Landi nella sua opera “Catalo

dell’inventario delle cose che si mangiano, et delle bevande

c’heggedì s’usano”, stampata a Venezia nel 1548, cita i

pizzoccheri che, all’epoca, potevano essere realizzati in due

differenti modi: “a tagliatella”, preparati solo da contadini

benestanti, in grado di disporre di un tavolo su cui stendere

la pasta, e quelli a “gnocchetto”, più comuni.

 

I documenti storici attestano che i pizzoccheri della Valtellina

sono da sempre conditi con ingredienti tradizionali locali e

tipici (burro, formaggio, verdure quali verze e patate).

Nel corso degli anni sono stati organizzati eventi e sagre

popolari che celebrano il prodotto: quella più celebre è il

“Pizzocchero d’oro”, che richiama ogni anno a Teglio migliaia di buongustai!