Sondalo – i sanatori

Grazie alla sua posizione soleggiata e all’aria asciutta

che caratterizza questo paese alpino, Sondalo è diventato

sede del più grande sanatorio d’Europa, conosciuto dagli

abitanti con il nome di “Villaggio”. Costruito tra il 1932 e il

1940, il sanatorio rimase attivo fino al 1973. Conta ben 8 padiglioni

di degenza in grado di ospitare fino a 300 malati ciascuno e un

padiglione chirurgico. A notevole distanza uno dall’altro, le strutture

in stile liberty e razionalista sono collegate tra loro da un’ampia rete stradale

pavimentata in porfido. Durante la Seconda Guerra Mondiale

nel sesto e nel settimo padiglione furono nascoste opere d’arte

preziose provenienti da musei e collezioni private: il sanatorio

divenne scrigno di tesori di Rubens, Tintoretto, Segantini, … Solo al termine

di questo conflitto anche l’allestimento del complesso sanatoriale

ebbe termine e si cominciò ad ospitare i primi pazienti affetti

da tubercolosi, malattia nota con il nome di “mal sottile”.

La cura si basava su riposo, nutrizione e aria pura, o – come si diceva

all’epoca – sulle “tre L”: lana, letto, latte.

Fino a quando gli antibiotici non furono efficaci contro l’infezione,

il sanatorio fu il principale strumento della cura. A testimonianza di

questa antica storia, il Museo dei Sanatori colleziona oggetti e

immagini, snodandosi tra i locali un tempo destinati all’accettazione dei

pazienti.