Castello dell’Acqua – Il percorso naturalistico

Per capire lo sviluppo di un territorio e della sua comunità è necessario

considerare le condizioni offerte dall’ambiente naturale. Castello dell’Acqua è

un paese situato sul versante orobico della Valtellina, quello meno soleggiato

e meno adatto alle coltivazioni. Si tratta di un ambiente che nel corso dei

secoli ha subito ben poche modificazioni, essendo l’economia sostanzialmente

legata allo sfruttamento dei boschi e delle risorse naturali.

Qui la flora e la fauna autoctone si sono mantenute intatte e rappresentano

una grande ricchezza per il territorio, ricchezza che può essere assaporata dal

viaggiatore curioso. Partendo dal fondovalle si incontra il fiume Adda, con

i campi attigui e le aree umide, dove salici e stagni caratterizzano il paesaggio.

 

Qui si trovano gli Aironi, dal più comune cinerino al più raro Airone bianco

maggiore, il Merlo acquaiolo e il Martin pescatore, a testimonianza dell’ottimo

stato di conservazione dell’ecosistema. Si tratta di un paesaggio insolito rispetto

all’ambiente di montagna circostante, dove i campi coltivati, il fiume, i colori fanno

pensare alla pianura. Salendo per il pendìo si raggiungono prati sfalciati e qualche

terrazzamento, il paesaggio cambia e ora i piccoli abitati iniziano ad essere circondati

da boschi di latifoglie che si fanno via via più fitti, fino a lasciare spazio a maggenghi e

radure in quota. Le piccole frazioni del paese sono incastonate e quasi avvolte in un ambiente

naturale delicatamente rispettato dagli abitanti, umani e animali.

Qui ancora nidificano l’Aquila e il Gufo reale, il Picchio muratore, rosso

maggiore e verde, il Luì piccolo, la Cinciallegra e diverse altre specie, ormai

rare in altre zone della Valtellina. Castello dell’Acqua è uno di quei luoghi dove

è palpabile il profondo equilibrio tra uomo e natura.